Nayahatu: una scuola, una casa, un futuro per i bambini
Da trentacinque anni, a Nayahatu, un progetto educativo è al servizio delle comunità rurali più povere della zona. Su un’area di circa 16 ettari è cresciuta nel tempo una realtà che oggi offre istruzione a 105 bambini e, per alcuni di loro, anche qualcosa di altrettanto essenziale: una casa in cui vivere durante gli anni della scuola.
Accanto alla scuola primaria, infatti, è attivo un ostello residenziale destinato a bambini dai 5 ai 10 anni provenienti da famiglie in condizioni di povertà che vivono nei villaggi entro un raggio di circa 15 chilometri.
Attualmente sono 45 i bambini accolti nelle due strutture residenziali. Per loro l’ostello non rappresenta semplicemente un luogo dove dormire: è ciò che rende concretamente possibile frequentare la scuola e vivere in un ambiente adeguato durante il percorso educativo.
Quando un edificio non è più sicuro
Una delle due strutture, nella quale vivevano 30 bambini, con il passare degli anni si era gravemente deteriorata e non garantiva più condizioni sufficienti di sicurezza.
Si è quindi dovuta prendere una decisione inevitabile: demolire il vecchio edificio e costruirne uno nuovo, pensato fin dall’inizio per rispondere alle esigenze dei bambini.
Il progetto prevede un edificio di due piani, con una superficie complessiva di circa 279 metri quadrati. Ogni piano avrà tre stanze e, una volta completata, la nuova struttura potrà accogliere in sicurezza fino a 50 bambini.
Non si tratta dunque soltanto di sostituire ciò che non era più utilizzabile. Il nuovo ostello permetterà di offrire condizioni migliori e di ampliare la possibilità di accoglienza.
Un progetto già diventato realtà
La costruzione è iniziata e una parte importante del lavoro è già stata realizzata. Sono stati completati i pilastri e le colonne in cemento armato, le murature in mattoni e la soletta in calcestruzzo che costituisce la copertura del piano terra.
Oggi, però, i lavori stanno rallentando per mancanza di fondi.
Per questo si è scelto di procedere per tappe. La priorità è completare le finiture interne del piano terra, così da permettere a 25 bambini di trasferirsi quanto prima nella nuova struttura e vivere nuovamente in condizioni adeguate e sicure.
Una volta reso abitabile il piano terra, i lavori potranno proseguire con la realizzazione del primo piano, fino al completamento dell’intero edificio.
Costruire un edificio significa costruire possibilità
Dietro i metri quadrati, i pilastri, i mattoni e le cifre necessarie alla costruzione ci sono soprattutto dei bambini.
È questo il significato più profondo del progetto di Nayahatu. Una scuola può offrire istruzione soltanto quando i bambini hanno concretamente la possibilità di frequentarla. Per chi proviene da famiglie povere e vive nei villaggi rurali della zona, poter disporre di un luogo sicuro nel quale abitare può diventare una condizione fondamentale per accedere all’educazione.
Per questo la costruzione del nuovo ostello non è semplicemente un intervento edilizio. Fa parte dello stesso progetto educativo iniziato a Nayahatu trentacinque anni fa: creare condizioni concrete perché bambini provenienti da situazioni economicamente difficili possano studiare, crescere e guardare al proprio futuro con maggiori possibilità.
Oggi quel progetto ha bisogno di un nuovo sostegno.
Completare il piano terra significa dare presto una sistemazione sicura a 25 bambini. Portare successivamente a termine l’intero edificio significherà poter accoglierne fino a 50.
A Nayahatu il lavoro è già cominciato. Ora occorre poterlo continuare.










